OPPORTUNITY

Rey e Julian, i protagonisti di Opportunity, appartengono a mondi differenti: uno squattrinato venticinquenne il primo, che tuttavia è fiero, nobile d’animo e che sa amare, e un diciassettenne capriccioso il secondo, che nella sua difficile vita da agiato ha ereditato una fortuna e ha sempre avuto tutto, meno che quello che avrebbe potuto davvero cambiarlo: l’amore.
Un amore che riscopre proprio grazie a un incontro fortuito e voluto dal destino e che nasce pian piano, indirizzato proprio a Rey, l’uomo che l’ha salvato dal pericolo e si è preso cura delle sue ferite – esteriori e interiori – e che infine lo porta ad accettare se stesso e la sua diversità.
Un amore che sboccia improvviso e che fin troppe volte lo salva, ma che solo quando riesce a essere scelto e accettato, alla fine lo salva per davvero.
Una storia di opportunità, di avventure pericolose e di romantici istanti, arricchita da eventi incalzanti e personaggi charmanti, che di sicuro ammalieranno il lettore.
Perché non c’è diversità né amore, senza che ci sia data l’opportunità di accettarci ed essere felici.


Leggi un breve estratto
Ad un tratto, oltrepassando una fila di bidoni dell’immondizia che emanavano un cattivo odore, senti un leggero gemito.
Pensò immediatamente ad un piccolo gattino indifeso.
Si avvicinò a quel luogo maleodorante e sollevandosi sulla punta dei piedi, cercò di guardare oltre.
C’era qualcosa, una sagoma; ma non era certo quella di un gatto!
Era rannicchiata, contro la parete di mattoni, e nascosta solo in parte dai bidoni.
Si approssimò di più, girando attorno ad essi.
Finalmente ora poteva vedere bene.
Davanti ai suoi occhi c’era un ragazzino.
Superati i primi attimi di esitazione, si chinò su di lui per osservarlo meglio.
Poteva avere al massimo quindici, sedici anni.
“Ehi… Ti senti bene?” - domandò Rey.
Lui finalmente aprì gli occhi, lentamente, guardandolo.
L’uomo non aveva mai visto degli occhi così incredibilmente freddi. La loro tonalità blu, limpida come quella degli zaffiri, contribuiva a renderli tali. Per molti questo colore era considerato il simbolo della calma, della tranquillità e dell’equilibrio, ma per lui era solo un qualcosa da ammirare all’infinito.
Il ragazzino richiuse presto gli occhi, tossendo ripetutamente.
Non era certo in buone condizioni, pensò Rey.
Sembrava aver avuto una giornata peggiore della sua; lo si capiva dai vestiti logori e sporchi, anche se sembravano di buon taglio. Sulla sua fronte scendevano disordinatamente dei capelli neri ma con dei riflessi che non riusciva bene a identificare, forse per via della poca luce che c’era nel vicolo, oppure perché erano semplicemente sporchi.
Anche il suo viso, scarno ed affilato, era provato, ma la sua carnagione candida non era in alcun modo profanata dai piccoli lividi che si vedevano. Credeva di trovarsi davanti ad una maschera di porcellana, più che al viso di una persona in carne ed ossa.
Rey lo scosse leggermente.
Il ragazzo cercò di scostarsi mormorando qualcosa di incomprensibile.
Fece per rialzarsi ma non con il risultato desiderato.
Scivolò finendo tra le braccia di Rey.
“Sei un tipetto testardo” - osservò.
“Lasciami! Non devi toccarmi!” - esclamò il giovane cercando di rimettersi in piedi.
“Ma dove vorresti andare in questo stato?”
“Io… io voglio tornare a casa…” - sussurrò prima di perdere definitivamente conoscenza.
Rey si ritrovò il peso morto del ragazzino tra le braccia.


Edizioni Youcanprint.it
Formato 15×23
Pagine: 248

Compralo On-Line
Lo Trovi Su:
Disponibile anche
in versione EBOOK