LA TEORIA DEL PETTIROSSO

Ross è il direttore trentenne di una grande e amatissima biblioteca, il Byron, Nathan di anni ne ha ventuno e non ha un tetto sopra la testa ne una casa in cui tornare. Quando le loro strade s’incroceranno, il primo sarà accusato di furto proprio sul luogo di lavoro del secondo, che immediatamente attratto dalla vulnerabilità del ragazzo, invece che punirlo lo prenderà sotto la sua ala protettrice. Senza esimersi e nonostante il piccato caratterino di Nathan, Ross gli offrirà ospitalità e un lavoro, riuscendo pian piano a scalfire la corazza di pietra del ventunenne e a far breccia nel suo cuore ostile e chiuso per via del suo passato.
Sentimenti nuovi e dolcissimi li sconvolgeranno entrambi come se fossero fatti di musica, una melodia simile a quella del violino che Nathan ama suonare, un ricordo, un prezioso cimelio del suo oscuro passato.
Perché Nathan nasconde qualcosa, un terribile segreto che rischierà di allontanare quei due cuori che ormai si stanno avvicinando sempre di più.
La teoria del pettirosso insegna la cura, la dedizione e l’affetto incondizionato e così Nathan e Ross lotteranno per preservare tutto ciò che hanno costruito. Ma potranno vincere contro il passato?
Una tenera storia d’amore, capace di stupire e far innamorare, perché non c’è nulla che ad amore vero possa essere negato.

Il ricavato della vendita del libro sarà devoluto alla Associazione Romamor Onlus a favore dei senzatetto (www. www.romamor-onlus.com).

Leggi un breve estratto
Ross uscì dal suo ufficio. L’ala riservata alla direzione era collegata al corpo principale del Byron grazie a un lungo corridoio sospeso dalle pareti di vetro. Amava molto percorrere quei venti metri che oltrepassava più volte nell’arco della giornata: era affezionato alla vista che lì sopra gli si offriva del quartiere, sembrava di camminare sospesi nell’aria, immersi solamente in quella delicata teca di vetro e acciaio. Una volta lì, però, si bloccò, fissando la neve che cadeva lenta. Il suo pensiero scivolò su Nathan. Chissà dove si trovava adesso quel ragazzino. Forse era là fuori, sotto la stessa neve che stava osservando anche lui. Non aveva pensato a Nathan per tutto il giorno ma ora, vedendo il freddo che lo circondava, i suoi pensieri erano tornati velocemente su di lui. Riprese a camminare lungo il corridoio, raggiungendo la sala di lettura principale. A un tratto un piccolo particolare attirò l’attenzione del direttore. Dalla sala, le cui pareti a vetro davano sul corridoio, s’intravedeva una luce. Immaginò che fosse quella di una lampada che qualcuno aveva dimenticato accesa e nonostante non fosse un convinto ecologista, detestava gli sprechi, così oltrepassò la soglia spalancando la porta. La parte centrale della sala di lettura era coperta da un tappeto azzurro che delimitava uno spazio circondato da scaffali bassi di color frassino e colmi di libri, intercalati da tavoli per lo studio individuale, ognuno dotato di una piccola lampada alogena. Proprio una di quelle era rimasta accesa. La raggiunse. Accanto a essa, sul tavolino, c’erano alcuni libri. Erano biografie di compositori importanti. Bach, Vivaldi, Mahler… Qualche amante della musica classica li doveva aver dimenticati dopo averli consultati. Stava per spegnere la luce quando udì un piccolo colpo di tosse. Rimase immobile, come paralizzato. Non era solo. Si affacciò al di sopra del tavolino, alzandosi sulle punte dei piedi, e osservò verso il  basso. Intravide allora una persona distesa sul tappeto che, anche se gli dava le spalle, non ebbe difficoltà a riconoscere. “Nathan…” Rapidamente percorse il breve tratto che lo separava da lui e ci si trovò davanti. Ora poteva osservarlo bene. Ecco dove era finito… Stava dormendo.  Aveva utilizzato il cappotto come coperta e lo zainetto, che teneva sotto la testa, come cuscino. Era molto più vicino di quel che aveva pensato. In fondo una parte di Ross era felice di poterlo avere accanto, protetto da quelle mura che amava così tanto. Il Byron racchiudeva in sé molti tesori, piccole perle dell’umanità, che fossero poemi, racconti, musiche o immagini in movimento. Ma quella notte ne possedeva uno in più, del tutto diverso dagli altri. Un piccolo testardo dal pessimo carattere ma con una presenza che non riusciva a lasciarlo indifferente. Doveva ammettere che Nathan avesse scelto un posto originale per trascorrere la notte. Originale come lo era lui, in fondo.






Edizioni Youcanprint.it
Formato 15×23
Pagine: 248

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