INFINITY

Infinity è il romanzo finale della saga dedicata a Julian Noah Edrington, diciassettenne conte londinese e ultimo discendente della sua nobile casata, con un difficile passato di lutto e atrocità alle spalle, che dopo tanto dolore ha infine trovato la forza grazie al suo compagno Rey e alla loro incredibile storia d’amore.
Tuttavia stavolta è proprio la vita a mettere il giovane nobile a dura prova, perché adagiato in una pace apparente, insieme alle persone che ama, sarà improvvisamente disturbato dai suoi demoni del passato e comincerà a nutrire l’ultima esigenza che lo separa dalla felicità e la pace finale: quella di vendicare i suoi genitori, assassinati brutalmente sette anni prima, quando lui era solo un bambino.
Julian e Rey in quest’incredibile storia si troveranno a rischiare tutto, ancorati alla sola consapevolezza del loro vero amore.

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“Hai visto qualcosa d’interessante?” domandò Abbigail avvicinandosi al bancone dell’elegante negozio, l’ennesimo in cui avevano messo piede in quel caldo pomeriggio londinese. Ormai erano ore che la donna stava accompagnando Julian lungo le vie dello shopping, alla ricerca di qualcosa che riscuotesse i favori di quel suo nipotino perfezionista.
Da quando aveva scoperto che il compleanno di Rey era imminente e commesso il tragico errore di comunicarlo al giovane conte, per lei e per tutti coloro che erano alla magione, era iniziata un’autentica tortura.
“Cosa posso regalargli?”
Questa frase era divenuta un ritornello insopportabile che usciva dalla bocca del ragazzo ogni volta si trovasse in compagnia di chiunque, del giovane compagno, scatenando il più delle volte un fuggi fuggi generale, ovvero l’unica via di salvezza per evitare di essere investiti dai suoi commenti mordaci a ogni suggerimento che si aveva l’ardire di proporre.
Finalmente, vinta più dalla disperazione, la donna aveva acconsentito ad accompagnarlo alla ricerca di un dono. Tutto affinché quel tormento potesse terminare!
Per la prima volta pensò seriamente di rinchiudere il suo adorato Julian in una delle segrete della villa e lasciarlo lì fino a quando il giorno del compleanno fosse passato.
Ma vederlo mentre si affannava a cercare qualcosa di speciale per il suo adorato partner dai lungi capelli corvini, proprio lui che non si era mai preoccupato di darsi simili pensieri, la rendeva immensamente felice.
Il giovane lord si allontanò dalla donna che rimase invece davanti a una vetrina dove facevano bella mostra di sé diverse spille, tutte in oro bianco e arricchite da pietre preziose di ogni genere.
Erano entrati in quell’importante oreficeria da diverso tempo e, anche in quel posto, Julian non era riuscito a trovare nulla che lo avesse colpito.
La informò che avrebbe visitato ancora qualche altro negozio prima di ritornare a casa e lei gli ricordò di non fare tardi.
Aveva cercato per ore il regalo perfetto per Rey, trovando molti oggetti che a lui non sarebbero di certo dispiaciuti, ma che non riteneva all’altezza per quell’importante occasione. Anche se si volevano bene, doveva ammettere che erano molto diversi, figli di esperienze di vita così lontane tra loro da renderli dissimili ma mai davvero distanti e, con il trascorrere del tempo girovagando per i negozi del centro, iniziava a dubitare di essere in grado di trovare qualcosa di davvero speciale per il suo compagno. Senza contare che era da molto che non sceglieva un dono per una persona importante. Anche quando si trattava del compleanno di sua zia, si limitava a incaricare Giles per risolvere l’incombenza.
Invece stavolta si era intestardito a volerci pensare personalmente, purtroppo con un esito a dir poco disastroso!
«Riceverà già molti regali, forse non si accorgerà neppure se non ci sarà il mio…» Pensò Julian, uscendo dall’ennesimo esercizio a mani vuote.
“Ma che sto dicendo?” disse a voce alta. “Rimarrebbe deluso se mi presentassi senza neppure un piccolo dono” aggiunse, incamminandosi verso la strada affollata. “No, mi correggo, non rimarrebbe deluso. Sono io che lo sarei davvero, perché non sarei stato capace di salvare neppure le apparenze” ammise, continuando a guardare le vetrine che si aprivano davanti ai suoi occhi una dietro l’altra.
Prese dalla tasca il cellulare per controllare che ora si fosse fatta e sbiancò quando si accorse che mancava solo poco più di un’ora all’inizio della festa a sorpresa. In quel momento, come se la sua mente volesse di nuovo distrarsi dall’affannosa ricerca, gli balenò in testa un nuovo pensiero. Proprio quello legato al suo smartphone che era un regalo del compagno, ricevuto soli pochi giorni prima.
La sua mente lo riportò a quella mattina, quando si svegliò e si accorse che era solo. Il lato sinistro del letto era vuoto e le lenzuola spostate di lato…
Sbadigliò e si stirò, strizzando gli occhi contro la luce del sole. Girò le gambe oltre il bordo del letto quando si accorse che qualcuno aveva legato alla sua caviglia destra un piccolo fiocco dorato, dal quale si svolgeva un nastro di stoffa dello stesso colore che correva lungo il pavimento, in direzione del salottino davanti al caminetto.
Chiamò Rey ma non ottenne risposta.
Si alzò e segui quella fascia fino a giungere al tavolino davanti al divano, dove trovò un pacchetto avvolto con lo stesso nastro che l’aveva lì condotto.
Lo prese tra le mani e lo scartò.
Avvolto in un drappo azzurro c’era uno telefonino, un modello di ultima generazione.
D’improvviso qualcuno gli coprì gli occhi.
“Sorpresa!” sussurrò il giovane segretario appoggiandosi alle sue spalle.
“Ma cosa significa?”
L’uomo lo baciò sulla fronte sorridendogli. “É un piccolo regalo per te.”
“Non era necessario, credimi.”
“Accendilo…” lo invitò.
“Perché?”
“Accontentami, dài!”
Julian attivò il cellulare e a un tratto il suo viso cambiò colore, diventando rosso come quello di un gambero.
Con gli occhi increduli si voltò verso di lui.
“Bastardo! Credevo che l’avessi fatta sparire!” esclamò mostrando l’immagine che era comparsa sul grande schermo a colori.
“Perché relegare nell’oblio un’immagine così tenera?”
Il ragazzo tornò con lo sguardo su quella fotografia. Rey l’aveva scattata, con il suo cellulare alcuni giorni prima. Julian stava ancora dormendo e lui ne aveva approfittato per avvicinarsi e dopo aver appoggiato il capo sul cuscino accanto al ragazzo, aveva scattato una foto dall’alto di loro due insieme.
Ed eccoli lì, uno vicino all’altro, mezzi nudi sul letto. Il più grande con la sua solita espressione sorniona e il minore con il viso immerso nella quiete del sonno: una quiete che sembrava impossibile da scalfire.
“Sei così sereno in questa foto. Non potevo cancellarla.”
“Tanto lo sapevo che avresti fatto di testa tua. Comunque grazie per il regalo. Spero che tu non abbia speso troppo!” gli sorrise, abbracciandolo timidamente.
“Non preoccuparti, con lo stipendio che mi passi, non ho di questi problemi…”
“Ho letto che questi modelli hanno un touchscreen molto sensibile…” aggiunse, appoggiando le mani sulle natiche del compagno e massaggiandole poi lentamente.
“Ti riferisci al telefono o al mio fondoschiena?” protestò Julian, cercando di scostarlo.
“É colpa tua. Ti diverti a restare davanti a me senza metterti qualcosa addosso, quindi come credi che mi possa sentire?”
L’altro si guardò nello specchio appoggiato alla parete a pochi passi da lui.
Indossava solo degli shorts blu, in fondo sotto le lenzuola si stava caldi nonostante la stagione.
“É un modo divertente di provocarti” rise.


Edizioni Youcanprint
Formato 15x22
Pagine: 262

Disponibile
in Cartaceo ed eBook